LE SEDIE SCOMODE DEL TERAPEUTA 2005ISTITUTO ITALIANO DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE
dal Centro Studi all’IIPR 30° Anniversario
Idee, emozioni ed esperienze nella terapia della famiglia

con: Maurizio Andolfi, Camillo Loriedo, Marisa Malagoli Togliatti, Carmine Saccu, Matteo Selvini, Valeria Ugazio, Gaspare Vella e molti altri.

La scelta del tema delle “sedie” per questo Convegno è stata fatta in base all’osservazione che, a differenza di quelle degli psicoanalisti e di altri psicoterapeuti, le sedie dei terapeuti familiari (e delle famiglie che vengono in terapia), sono di regola scomode.

Abbiamo quindi pensato di prendere queste sedie scomode come pretesto per rappresentare la sobrietà e l’essenzialità del terapeuta familiare, un terapeuta operaio che “non si adagia” e non si serve di orpelli esteriori per svolgere il proprio lavoro, ma anche come rappresentazione di un tipo di parassi clinica valida ed importante, ma certamente scomoda.

Un’osservazione aggiuntiva, presa dal mondo dell’arte, ha suggerito un’altra possibile interpretazione del valore rappresentativo della “sedia”. Vincent Van Gogh, amava rappresentare se stesso e la propria arte tramite oggetti semplici e, in particolare, la propria sedia. Inoltre, Van Gogh rappresentava anche l’amico e collega Gauguin tramite la sedia dell’artista che era in realtà una poltrona molto più comoda della sua, e illuminata da una candela. Van Gogh metteva in relazione questa differenza di sedie con una differente complessità delle rispettive teorie artistiche, e riconosceva di disporre di teorie artistiche “troppo banali” rispetto al grande collega.

Naturalmente, il discorso delle sedie scomode si offre a queste e a molte altre possibili interpretazioni che potranno emergere ed essere esplorate nel corso del Congresso.

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